F.A.Q. - Quesiti e risposte per l'attuazione del Piano

In questa pagina l'elenco delle F.A.Q. - Quesiti e risposte per l'attuazione del Piano in attuazione del "Piano 2019-2023 per il controllo della specie cinghiale (Sus scrofa)" approvato con D.C.P.n. 17dell’8 aprile 2019

Quali sono i principali riferimenti normativi alla base del Piano di controllo della specie cinghiale?

Il Piano è stato predisposto sulla base della vigente normativa di seguito riportata.

RIFERIMENTI NORMATIVI DELLO STATO

L. 157/1992 e s.m.i.

Art. 19. Controllo della fauna selvatica.

1. Le regioni possono vietare o ridurre per periodi prestabiliti la caccia a determinate specie di fauna selvatica di cui all'articolo 18, per importanti e motivate ragioni connesse alla consistenza faunistica o per sopravvenute particolari condizioni ambientali, stagionali o climatiche o per malattie o altre calamità.

2. Le regioni, per la migliore gestione del patrimonio zootecnico, per la tutela del suolo, per motivi sanitari, per la selezione biologica, per la tutela del patrimonio storico-artistico, per la tutela delle produzioni zoo-agro-forestali ed ittiche, provvedono al controllo delle specie di fauna selvatica anche nelle zone vietate alla caccia. Tale controllo, esercitato selettivamente, viene praticato di norma mediante l'utilizzo di metodi ecologici su parere dell'Istituto nazionale per la fauna selvatica. Qualora l'Istituto verifichi l'inefficacia dei predetti metodi, le regioni possono autorizzare piani di abbattimento. Tali piani devono essere attuati dalle guardie venatorie dipendenti dalle amministrazioni provinciali. Queste ultime potranno altresì avvalersi dei proprietari o conduttori dei fondi sui quali si attuano i piani medesimi, purché muniti di licenza per l'esercizio venatorio, nonché delle guardie forestali e delle guardie comunali munite di licenza per l'esercizio venatorio.

(omissis)

RIFERIMENTI NORMATIVI DELLA REGIONE PIEMONTE

Legge regionale 19 giugno 2018, n. 5 e s.m.i.

Art. 20. - (Controllo della fauna selvatica)

1. Per il controllo delle specie di fauna selvatica di cui all'articolo 19, comma 2, della legge 157/1992, la Giunta regionale predispone, sentito l'ISPRA, linee guida finalizzate al controllo delle specie selvatiche, anche nelle zone vietate alla caccia, prevedendo protocolli operativi ed indirizzi attuativi finalizzati a ridurre la tempistica degli interventi di controllo e contenimento ed a limitare i danni alle produzioni agricole. Tale controllo selettivo viene praticato di norma mediante l'utilizzo di metodi ecologici, secondo quanto previsto dall'articolo 19, comma 2, della legge 157/1992.

2. Le province e la Città metropolitana di Torino, sentiti i comitati di gestione degli ATC e dei CA, i concessionari delle AFV e delle AATV e le organizzazioni agricole maggiormente rappresentative, provvedono all'attuazione delle linee guida di cui al comma 1 ed esercitano il coordinamento ed il controllo sull'attuazione dei piani di contenimento attuati dai soggetti competenti.

4. Le finalità delle azioni di controllo si caratterizzano per i seguenti obiettivi:

a) conservazione degli ambienti naturali, del suolo e delle coltivazioni, con particolare riferimento agli habitat ed alle aree oggetto di tutela ai sensi delle vigenti norme nazionali e comunitarie;

b) prevenzione delle situazioni di conflitto con le attività umane;

c) salvaguardia della piccola fauna.

5. Per l'attuazione dei piani di controllo le province e la Città metropolitana di Torino si avvalgono dei soggetti individuati dalle disposizioni normative statali vigenti.

6. Per le azioni di controllo all'interno della AFV e delle AATV, le province e la Città metropolitana di Torino autorizzano i soggetti individuati dalle disposizioni vigenti.

13. Le province e la Città metropolitana di Torino informano la Regione sui provvedimenti inerenti ai piani di controllo e, al termine dei suddetti interventi, trasmettono con cadenza almeno trimestrale alla Giunta regionale una relazione concernente i dati relativi alle operazioni svolte ed ai loro risultati.

14. Gli interventi di cui al presente articolo non sono soggetti ai divieti e alle limitazioni previste per l'esercizio dell'attività venatoria, in osservanza di quanto stabilito dall'articolo 19 della legge 157/1992.

DELIBERAZIONE DI GIUNTA REGIONALE IN ATTUAZIONE DELLA NORMATIVA NAZIONALE E REGIONALE

D.G.R. n. 20-8485 del 1.3.2019

Disposizioni in materia di prevenzione dei danni causati dalla fauna selvatica e dall’attività venatoria alle produzioni agricole, indicazioni operative alla Province e alla Città metropolitana sul controllo del cinghiale in capo a proprietari o conduttori dei fondi e disposizioni sul prelievo venatorio sui terreni coperti in tutto o nella maggior parte di neve.

La D.G.R. prevede, tra l’altro, che i Piani di prevenzione dei danni e di gestione e controllo della specie cinghiale delle Province e della Città Metropolitana, allo scopo di rendere uniforme le modalità di gestione e controllo nel rispetto delle prescrizioni indicate all’articolo 19 della L. 157/1992, definiscono le seguenti procedure per la predisposizione dei piani di prevenzione dei danni e di gestione e controllo della specie cinghiale, predisposti dalle Province e dalla Città Metropolitana:

  1. interventi di urgenza volti a garantire una tempestiva azione in caso di segnalazione di danneggiamenti in atto;
  2. interventi programmati tesi al controllo della specie nel territorio.

Perché è necessaria la formazione dei proprietari o conduttori di fondi?

Il Piano di Controllo della specie cinghiale 2019-2023, approvato con D.C.P. n. 17 dell’8 aprile 2019, recepisce la normativa nazionale e regionale e la D.G.R. n. 20-8485/2019 e prevede quanto segue:

La Provincia di Cuneo organizza e/o coordina con gli A.T.C./C.A. e le Organizzazioni professionali agricole corsi di formazione per i proprietari o conduttori dei fondi.

Tali corsi di formazione sono volti ad assicurare che il personale scelto, oltre a disporre delle necessarie autorizzazioni all'uso delle armi in caso di abbattimento degli animali in gabbia, sia opportunamente preparato.

In particolare, i corsi di formazione dovranno prevedere programmi didattici che assicurino l'acquisizione delle conoscenze tecniche (sui materiali e sulle modalità d'impiego) e biologiche (sulla specie) necessarie per un efficiente attuazione delle operazioni previste.

I corsi dovranno prevedere una prova finale (con specifiche prove di tiro, nel caso siano previsti abbattimenti) o una verifica da parte dell’Amministrazione provinciale del possesso delle analoghe competenze e abilità.

Chi può acquisire l’abilitazione per l’impiego degli impianti di cattura e per i controlli selettivi del cinghiale?

I proprietari o conduttori di fondi interessati all’attuazione -su base volontaria- del piano di controllo del cinghiale.

Tali soggetti, in possesso di adeguata assicurazione per danni a persone o cose, possono acquisire l’abilitazione per l’impiego degli impianti di cattura.

Solamente i proprietari o conduttori di fondi in possesso della licenza di porto di fucile per uso caccia in corso di validità possono ottenere l’abilitazione per i controlli selettivi del cinghiale, incluso l’abbattimento negli impianti di cattura.

Come si acquisisce l’abilitazione per l’impiego degli impianti di cattura e per i controlli selettivi del cinghiale?

Attraverso un corso teorico rivolto a tutti proprietari o conduttori di fondi (con o senza licenza di porto di fucile per uso caccia in corso di validità) ed il superamento di un esame finale, che abilita il soggetto alla detenzione ed uso di gabbie o recinti di cattura, ma non l’abbattimento del cinghiale.

Per i soli possessori di licenza di porto di fucile per uso caccia in corso di validità che intendano abbattere i cinghiali è richiesta la partecipazione ad un corso sul campo ed il superamento di una prova finale.

Ove previsto, i possessori di licenza di porto di fucile per uso caccia in corso di validità dovranno superare una ulteriore prova al poligono di tiro.

I soggetti che superano il corso sul campo e l’eventuale prova di tiro sono abilitati ad abbattere i cinghiali secondo le previsioni del piano di contenimento.

Vi sono alcune esclusioni, dettagliate nel seguito.

A chi ci si deve rivolgere per partecipare al corso teorico?

Agli A.T.C., ai C.A. ed alle Associazioni agricole che aderiscono all’iniziativa.

La richiesta va inviata dai partecipanti agli A.T.C., ai C.A. o alle Organizzazioni professionali agricole o a soggetti da loro delegati all’organizzazione del corso, completa di copia di un documento di identità in corso di validità e autocertificazione dello stato di proprietario o conduttore di fondi.

Qual è il programma didattico del corso teorico?

Il corso prevede un programma didattico che assicuri l’acquisizione delle seguenti conoscenze necessarie per l’attuazione delle operazioni previste:

  • norme per la tutela della fauna selvatica di cui alla L. 157/1992 e L.R. 5/2018, con particolare riferimento alla tipologia di armi ammesse, ai divieti, alle misure di sicurezza previste, alle sanzioni amministrative e penali;
  • biologiche sulla specie, con particolare riferimento al comportamento sociale, al ciclo biologico annuale, alla biologia riproduttiva e dinamica di popolazione, all’habitat, all’alimentazione, al riconoscimento in natura e segni di presenza, rilevazioni del sesso, età e delle misure biometriche;
  • forme di controllo del cinghiale previste dal Piano provinciale;
  • modalità di impiego delle gabbie e dei recinti di cattura (montaggio, innesco e funzionamento di una struttura di cattura);
  • modalità di richiesta degli interventi in urgenza;
  • modalità di registrazione degli interventi;
  • norme igenico-sanitarie e destinazione dei capi abbattuti;
  • destinazione dei capi trovati morti o con comportamenti anomali.

Durata: minimo 6 ore + prova finale.

Docenti: individuati dagli A.T.C., dai C.A. e dalle Associazioni agricole o da soggetti da loro delegati.

Materiale a supporto del corso:

Come si supera il corso teorico?

I partecipanti che abbiano partecipato a tutte le lezioni (6 ore) potranno partecipare alla prova finale del corso teorico.

La prova è predisposta dal personale docente e consiste in un quiz di almeno 20 domande a risposta multipla (con un minimo di 3 risposte alternative) sulle tematiche oggetto del corso. Il corso è superato se il candidato avrà risposto esattamente ad almeno l’80% delle domande (minimo 16).

Chi è escluso dalla partecipazione al corso teorico?

Sono esclusi dal corso teorico in aula (e dal successivo corso sul campo) i proprietari o conduttori di fondi, in possesso di licenza di porto di fucile per uso caccia in corso di validità, che abbiano correttamente gestito gabbie di cattura dei cinghiali per almeno 3 anni, anche non continuativi, con abbattimento diretto del cinghiale.

Sono altresì esclusi dal corso teorico in aula i proprietari o conduttori di fondi che abbiano correttamente gestito gabbie di cattura dei cinghiali per almeno 3 anni, anche non continuativi, senza abbattimento diretto del cinghiale.

NB: L’aver “correttamente gestito gabbie di cattura” equivale a “non aver commesso infrazioni alle prescrizioni a suo tempo previste nelle autorizzazioni per la gestione delle gabbie dei cinghiali”.

I soggetti aventi le caratteristiche sopra indicate possono presentare istanza di abilitazione scaricando l’apposita modulistica.

Nel caso in cui tali soggetti intendano installare dei recinti di cattura oppure abbattere cinghiali sui fondi al di fuori delle gabbie di cattura, sono tenuti alla partecipazione al corso teorico, al successivo corso sul campo e, ove previsto, alla prova di tiro, con superamento delle relative prove.

Chi può partecipare al corso sul campo?

I proprietari o conduttori di fondo interessati all’attuazione -su base volontaria- del piano di controllo del cinghiale in possesso di adeguata assicurazione per danni a persone o cose, in possesso della licenza di porto di fucile per uso caccia in corso di validità, che abbiano superato la prova finale del corso teorico.

Dove si terranno i corsi sul campo?

Ad Alba, Cuneo, Mondovì e Saluzzo in siti da identificare di volta in volta, con un minimo di 15 partecipanti ed un massimo di 30 per corso.

I corsi si terranno presso le città indicate ogni qualvolta si raggiungerà un numero sufficiente di partecipanti; in alternativa, si raggrupperanno i partecipanti fino alla concorrenza del numero minimo previsto (15) ed il corso si terrà presso un’unica sede definita di volta in volta.

A chi ci si deve rivolgere per partecipare al corso sul campo?

La richiesta va inviata dai partecipanti alla Provincia di Cuneo, con l’indicazione della sede di svolgimento preferita (Alba, Cuneo, Mondovì e Saluzzo), copia di licenza di porto di fucile per uso caccia in corso di validità, copia dell’attestazione di superamento del corso teorico rilasciato dal soggetto (A.T.C., C.A., Organizzazione professionale agricola o soggetto da loro delegato) presso cui lo hanno svolto.

La modulistica è disponibile nell’apposita sezione.

Qual è il programma didattico del corso sul campo?

Il corso sul campo prevede il seguente programma didattico:

  • norme di sicurezza e comportamenti da seguire per l’attività di controllo della fauna selvatica ed in particolare del cinghiale;
  • modalità di abbattimento dei cinghiali nelle gabbie e nei recinti di cattura;
  • modalità di abbattimento dei cinghiali nei fondi (appostamento a terra, sopraelevato, alla cerca con automezzo, con girata o battuta o braccata).

Durata: 3 ore + prova finale.

Docenti: personale della Polizia Locale Faunistico Ambientale della Provincia di Cuneo.

Armi: i partecipanti alla prova sul campo dovranno trasportare i propri fucili scarichi e senza munizioni, con la convocazione ricevuta dalla Provincia di Cuneo.

Come si supera il corso sul campo?

Al termine del corso sul campo è prevista una prova pratica per tutti i partecipanti predisposta dal personale docente.

La prova è superata se il candidato avrà dimostrato di aver acquisito le nozioni di sicurezza ed i comportamenti da seguire per l’attività di controllo della fauna selvatica, ed in particolare le modalità di abbattimento del cinghiale in sicurezza.

Chi è escluso dalla partecipazione al corso sul campo?

Sono esclusi dal corso sul campo (e dal precedente corso teorico) i proprietari o conduttori di fondi, in possesso di licenza di porto di fucile per uso caccia in corso di validità, che abbiano correttamente gestito gabbie di cattura dei cinghiali per almeno 3 anni, anche non continuativi, con abbattimento diretto del cinghiale.

NB: L’aver “correttamente gestito gabbie di cattura” equivale a “non aver commesso infrazioni alle prescrizioni a suo tempo previste nelle autorizzazioni per la gestione delle gabbie dei cinghiali”.

Nel caso in cui tali soggetti intendano installare dei recinti di cattura oppure abbattere cinghiali sui fondi al di fuori delle gabbie di cattura, sono tenuti alla partecipazione al corso teorico, al successivo corso sul campo e, ove previsto, alla prova di tiro, con superamento delle relative prove.

Chi deve partecipare alla prova al poligono di tiro?

Tutti i proprietari o conduttori di fondi interessati all’attuazione -su base volontaria- del piano di controllo del cinghiale in possesso di adeguata assicurazione per danni a persone o cose, in possesso della licenza di porto di fucile per uso caccia in corso di validità.

Per partecipare alla prova al poligono di tiro è necessario aver partecipato al corso in aula e sul campo ed aver superato sia la prova teorica, che la prova sul campo.

Vi sono casi di esclusione dalla prova al poligono, indicati nel seguito.

In cosa consiste la prova al poligono di tiro?

La prova consiste in prova di maneggio dell’arma e tiro al poligono con:

  1. carabina dotata di ottica di mira su bersaglio fisso posto oltre i 50 metri;
  2. oppure, fucile calibro 12 ad anima liscia su bersaglio posto oltre i 25 metri.

In entrambi i casi la prova si intende superata con una concentrazione di almeno 4 colpi su 5 tiri consecutivi all’interno di detto bersaglio, con attestazione rilasciata dal personale del poligono (direttore o istruttore di tiro).

L’attestato di tiro deve riportare la marca, il calibro e la matricola dell’arma utilizzata nella prova, che dovrà essere la stessa utilizzata nel piano di contenimento del cinghiale.

Il costo della prova presso il poligono è a carico del candidato.

N.B.: la prova al poligono di tiro dovrà essere superata entro 6 mesi dal superamento della prova sul campo; in caso contrario, il soggetto, per ottenere l’abilitazione richiesta, dovrà ripetere la prova sul campo.

Chi è escluso dalla prova al poligono di tiro?

Sono esclusi dalla prova al poligono i soggetti che soddisfino i seguenti requisiti (entrambi):

  1. in possesso di licenza di porto di fucile per uso caccia in corso di validità;
  2. pratica della caccia al cinghiale da almeno 5 stagioni venatorie (autocertificazione con verifica da parte della Provincia di Cuneo presso l’A.T.C. o il C.A. di appartenenza);

Sono altresì esclusi i soggetti che soddisfino i seguenti requisiti (entrambi):

  1. in possesso di licenza di porto di fucile per uso caccia in corso di validità;
  2. aver sostenuto con successo un esame di tiro di abilitazione alla caccia di selezione nei 6 mesi precedenti oppure entro i 6 mesi successivi il superamento del corso sul campo. La prova al poligono di tiro dovrà essere effettuata con una delle armi previste nel quesito precedente ("In cosa consiste la prova al poligono di tiro?"); tale arma sarà utilizzata nell’attuazione del Piano di controllo.

Chi può partecipare al controllo del cinghiale con il metodo della girata, della battuta o della braccata?

L’abbattimento da effettuarsi con

  • il metodo della girata da parte di un massimo di 6 operatori e 1 cane limiere abilitato ENCI ,
  • il metodo della battuta (senza l’ausilio di cani) svolta da squadre formate da un massimo di 25 operatori,
  • il metodo della braccata, per situazioni straordinarie e previo parere favorevole dell’ISPRA, svolto da un massimo di 25 operatori con l’ausilio di 3 cani specificamente abilitati per la ricerca di cinghiali,

potrà essere svolto con il supporto di proprietari o conduttori di fondi che:

  1. abbiano partecipato e superato il corso di abilitazione per l’impiego degli impianti di cattura e ai controlli selettivi;
  2. oppure, tra i proprietari o conduttori di fondi che soddisfino i seguenti requisiti (tutti):
    1. in possesso di licenza di porto di fucile per uso caccia in corso di validità;
    2. pratica della caccia al cinghiale da almeno 5 stagioni venatorie (autocertificazione con verifica da parte della Provincia di Cuneo presso l’A.T.C. o il C.A. di appartenenza).

Tali modalità di abbattimento saranno sempre preventivamente autorizzate dalla Provincia di Cuneo.

Quali attestati di abilitazione per il controllo del cinghiale si possono conseguire?

Saranno rilasciati dalla Provincia di Cuneo 5 diversi attestati di abilitazione, in funzione del profilo e delle esigenze del proprietario o conduttore di fondo.

  1. Ai proprietari o conduttori di fondi senza licenza di porto di fucile per uso caccia in corso di validità e che abbiano superato il corso teorico, è rilasciato un attestato di abilitazione all’uso delle gabbie di cattura e dei recinti di cattura. Questi soggetti non potranno abbattere direttamente il cinghiale, ma solamente utilizzare le gabbie ed i recinti di cattura.
  2. Ai proprietari o conduttori di fondi in possesso di licenza di porto di fucile per uso caccia in corso di validità e che abbiano superato il corso teorico ed il corso sul campo e, ove previsto, la prova al poligono di tiro, è rilasciato un attestato di abilitazione al controllo del cinghiale sia tramite gabbie/recinti di cattura, che tramite abbattimento con arma da fuoco.
  3. Ai proprietari o conduttori di fondi, in possesso di licenza di porto di fucile per uso caccia in corso di validità, che abbiano correttamente gestito gabbie di cattura dei cinghiali per almeno 3 anni anche non continuativi con abbattimento diretto del cinghiale e che non abbiano partecipato ai suddetti corsi, -previa verifica dei requisiti- sarà rilasciato d’ufficio, alla presentazione dell’istanza di rinnovo dell’autorizzazione per l’uso delle gabbie, l’attestato di abilitazione al controllo del cinghiale esclusivamente tramite gabbia di cattura ed abbattimento nella stessa.
    NB: L’aver “correttamente gestito gabbie di cattura” equivale a “non aver commesso infrazioni alle prescrizioni a suo tempo previste nelle autorizzazioni per la gestione delle gabbie dei cinghiali”.
  4. Ai proprietari o conduttori di fondi che abbiano correttamente gestito gabbie di cattura dei cinghiali per almeno 3 anni anche non continuativi e che non abbiano partecipato ai suddetti corsi, -previa verifica dei requisiti- sarà rilasciato d’ufficio, alla presentazione dell’istanza di rinnovo dell’autorizzazione per l’uso delle gabbie, l’attestato di abilitazione al controllo del cinghiale esclusivamente tramite gabbia di cattura (senza abbattimento diretto).                                                                                                                                                 NB: L’aver “correttamente gestito gabbie di cattura” equivale a “non aver commesso infrazioni alle prescrizioni a suo tempo previste nelle autorizzazioni per la gestione delle gabbie dei cinghiali”.
  5. Ai proprietari o conduttori di fondi in possesso di licenza di porto di fucile per uso caccia in corso di validità, che abbiano praticato la caccia al cinghiale da almeno 5 stagioni venatorie, su richiesta di questi ultimi, -previa verifica dei requisiti- sarà rilasciato un attestato di abilitazione al controllo del cinghiale tramite abbattimento con arma da fuoco con il metodo della girata, della battuta e della braccata.    

NB: Negli interventi con il metodo della girata, della battuta e della braccata organizzati dalla Provincia di Cuneo e coordinati dalla Polizia Locale Faunistico Ambientale provinciale, i proprietari o conduttori di fondi in possesso di licenza di porto di fucile per uso caccia in corso di validità che abbiano praticato la caccia al cinghiale da almeno 5 stagioni venatorie potranno autocertificare detti requisiti e partecipare esclusivamente all’intervento di controllo del cinghiale tramite abbattimento con arma da fuoco in cui si sono resi disponibili. In tal caso, non sarà rilasciato un attestato di abilitazione.                                                                                                                      

NB: Tali modalità di abbattimento saranno sempre preventivamente autorizzate dalla Provincia di Cuneo.

Al rilascio dell’attestato di abilitazione tramite abbattimento con arma da fuoco del cinghiale sarà richiesta al proprietario o conduttore di fondi la sottoscrizione obbligatoria delle norme di sicurezza e di comportamento da seguire per l’attuazione dell’attività di controllo del cinghiale.

Sono un proprietario o conduttore di fondi senza licenza di porto di fucile per uso caccia in corso di validità. Ho ottenuto l’abilitazione per detenere gabbie o recinti di cattura. Chi può abbattere i cinghiali catturati?

Un proprietario o conduttore di fondi abilitato dalla Provincia di Cuneo, in possesso di licenza di porto di fucile per uso caccia in corso di validità, con abilitazione al controllo del cinghiale tramite abbattimento con arma da fuoco.

Tale intervento richiede sempre una comunicazione entro 48 ore dall’abbattimento del/dei cinghiale/i alla Polizia Locale Faunistico Ambientale da parte del soggetto abilitato. La modulistica per la comunicazione è disponibile nell’apposita sezione.

In alternativa, il cinghiale sarà abbattuto dal personale della Polizia Locale Faunistico Ambientale della Provincia di Cuneo.

NB: L’abbattimento nelle gabbie o nei recinti di cattura dovrà sempre avvenire in orario diurno.

Sono un proprietario o conduttore di fondi con licenza di porto di fucile per uso caccia in corso di validità, con abilitazione al controllo del cinghiale tramite abbattimento con arma da fuoco. Posso abbattere i cinghiali catturati nelle gabbie o nei recinti installati sui miei fondi?

Si.

Tale intervento richiede sempre una comunicazione entro 48 ore all’abbattimento del/dei cinghiale/i alla Polizia Locale Faunistico Ambientale da parte del soggetto abilitato. La modulistica per la comunicazione è disponibile nell’apposita sezione.

NB: L’abbattimento nelle gabbie o nei recinti di cattura dovrà sempre avvenire in orario diurno.

Sono un proprietario o conduttore di fondi: come posso richiedere un intervento in urgenza alla Provincia di Cuneo per abbattere cinghiali che vagano sui fondi e con quale preavviso?

La Provincia di Cuneo per l’attuazione del controllo si avvale del Corpo di Polizia Locale Faunistico Ambientale provinciale. Questi è autorizzato ad espletare direttamente le relative operazioni di prevenzione e di controllo del cinghiale, nonché ad avvalersi di tutti i soggetti appositamente abilitati secondo le modalità e le prescrizioni di cui alle relative autorizzazioni.

Gli interventi di urgenza possono essere richiesti dal lunedì al venerdì inviando la richiesta alla Provincia di Cuneo all’indirizzo di posta elettronica certificata dell’Ente protocollo@provincia.cuneo.legalmail.it e, in copia, all’indirizzo di posta elettronica del Corpo di Polizia Locale Faunistico Ambientale: ufficio.vigilanza@provincia.cuneo.it

NB: Per motivi di sicurezza, non si effettuano interventi in urgenza dal tramonto del sabato all’alba del lunedì.

Il proprietario o conduttore di fondi che richiede l’intervento in urgenza dovrà preventivamente accertare la presenza di cinghiali, documentata da prove riconducibili ai fondi di che trattasi, a testimonianza di quanto accaduto.

Ad esempio, è possibile fornire una descrizione dei danni causati dai cinghiali alle culture sui fondi, allegando eventuali foto che documentino la presenza diretta (foto del cinghiale) o indiretta (foto delle tracce di presenza lasciate dai cinghiali) sui fondi. Tipicamente, il grufolamento è spesso il più evidente segno indiretto della presenza del suide. Esso consiste in una azione di scavo che il cinghiale esercita con il grugno alla ricerca di tuberi, radici e piccoli invertebrati. Il rilevamento di impronte e deiezioni sono altresì segni di presenza del cinghiale. La necessità di fare il bagno di fango, operazione legata soprattutto alla presenza di ectoparassiti (zecche, pulci) e ad esigenze di termoregolazione, fa sì che le pozze d’acqua vengano frequentate regolarmente dai cinghiali. Il fango, una volta essiccato, ingloba gli ectoparassiti che vengono allontanati dalla cute strofinandosi su alberi o pietre, i cosiddetti grattatoi. Dove il cinghiale è presente è anche possibile rilevare setole e peli sia su cespugli ed arbusti, che sul filo spinato.

Espletate le opportune verifiche, il Corpo di Polizia Locale Faunistico Ambientale, disporrà l’attuazione di uno specifico piano di intervento individuando i soggetti da coinvolgere nelle relative operazioni.

La modulistica per la comunicazione alla Provincia di Cuneo, completa delle prove della presenza del cinghiale sui fondi, è disponibile nell’apposita sezione.

Cosa fare nel caso in cui gli interventi in urgenza richiesti non siano attivati dalla Provincia entro 48 ore dalla segnalazione o non comportino l’eliminazione del danneggiamento alle colture?

Nel caso in cui gli interventi di urgenza non siano attivati dalla Provincia di Cuneo entro 48 ore dalla segnalazione o non comportino la eliminazione del danneggiamento alle colture, i proprietari o conduttori dei fondi interessati, previa comunicazione nei tempi e nei modi stabiliti dalla Provincia (vedere prossima risposta) possono svolgere direttamente, nelle 72 ore successive alla richiesta di intervento, operazioni di contenimento mediante abbattimento.

NB: Per motivi di sicurezza, non si effettuano interventi in urgenza (Polizia Locale Faunistico Ambientale) o di contenimento mediante abbattimento sui fondi (proprietario o conduttore dei fondi con relativa abilitazione) dal tramonto del sabato all’alba del lunedì.

Sono un proprietario o conduttore di fondi in possesso di licenza di porto di fucile per uso caccia in corso di validità, con abilitazione al controllo del cinghiale tramite abbattimento con arma da fuoco. Cosa devo fare prima di abbattere i cinghiali che vagano liberamente sui fondi di cui sono proprietario o conduttore?

Prima di agire, devo richiedere un intervento in urgenza alla Provincia di Cuneo (vedere risposta precedente).

Se questo non è attivato dalla Provincia entro 48 ore, trascorse 72 dalla richiesta, posso procedere con le modalità di seguito specificate.

NB: Per motivi di sicurezza, non si effettuano interventi in urgenza (Polizia Locale Faunistico Ambientale) o di contenimento mediante abbattimento sui fondi (proprietario o conduttore dei fondi con relativa abilitazione) dal tramonto del sabato all’alba del lunedì.

Al fine di garantire uno svolgimento regolare delle attività di contenimento previste, le modalità operative e di attuazione dovranno essere comunicate alla Polizia Locale Faunistico Ambientale della Provincia di Cuneo, complete del nominativo e recapiti del soggetto abilitato che effettua il contenimento, della località e dei fondi su cui si interviene, della giornata, degli orari previsti di intervento.

Il risultato dell’intervento deve essere inderogabilmente trasmesso alla Provincia entro le 48 ore successive.

 L’intervento dovrà altresì essere comunicato con le medesime tempistiche alla Polizia Locale del comune su cui insistono i fondi e ad ai Carabinieri (ove presenti nel comune oggetto dell’intervento).

La modulistica per la comunicazione dell’attività di contenimento alla Provincia di Cuneo è disponibile nell’apposita sezione.

Sono un proprietario o conduttore di fondi in possesso di licenza di porto di fucile per uso caccia in corso di validità, con abilitazione al controllo del cinghiale tramite abbattimento con arma da fuoco. Posso abbattere cinghiali che vagano liberamente sui fondi di un altro proprietario o conduttore della provincia di Cuneo?

Si.

Prima di agire, però, il proprietario o conduttore di fondi su cui effettua l’intervento deve richiedere un intervento in urgenza alla Provincia di Cuneo (vedere risposta al quesito sulla richiesta di intervento in urgenza e seguenti).

Se questo non è attivato dalla Provincia entro 48 ore, trascorse 72 dalla richiesta si può procedere con le modalità di seguito specificate.

Al fine di garantire uno svolgimento regolare delle attività di contenimento previste, le modalità operative e di attuazione dovranno essere comunicate alla Polizia Locale Faunistico Ambientale della Provincia di Cuneo, complete del nominativo e recapiti del soggetto abilitato che effettua il contenimento, della località e dei fondi su cui si interviene, della giornata, degli orari previsti di intervento.  

La modulistica per la comunicazione dell’attività di contenimento alla Provincia di Cuneo è disponibile nell’apposita sezione.

Il risultato dell’intervento deve essere inderogabilmente trasmesso alla Provincia entro le 48 ore successive. La modulistica è disponibile nell’apposita sezione.

L’intervento dovrà altresì essere comunicato con le medesime tempistiche alla Polizia Locale del comune su cui insistono i fondi e ad ai Carabinieri (ove presenti nel comune oggetto dell’intervento).

NB: Per motivi di sicurezza, non si effettuano interventi in urgenza (Polizia Locale Faunistico Ambientale) o di contenimento mediante abbattimento sui fondi (proprietario o conduttore dei fondi con relativa abilitazione) dal tramonto del sabato all’alba del lunedì.

 

Quali sono le modalità di abbattimento del cinghiale previste?

Nel caso di abbattimento con appostamento a terra/sopraelevato o alla cerca con automezzo, il proprietario o conduttore di fondi con apposita abilitazione con regolare porto di fucile uso caccia in corso di validità e relativa copertura assicurativa può essere accompagnato da un massimo di due per­sone, ai soli fini di prestare aiuto nella conduzione del veicolo, recupero e trasporto dei capi abbattuti, uso eventuale del faro. Durante le operazioni, dette persone non potranno effettuare abbattimenti di selvaggina, nonché maneggiare qualsivoglia arma. Per i tiri da autoveicoli non potranno essere usati fucili con canna ad anima rigata a funzionamento semi-automatico.

Nel caso di abbattimento da effettuarsi con il metodo della girata (con 1 cane limiere abilitato ENCI) o della battuta (senza l’ausilio di cani), il soggetto autorizzato - sotto la propria responsabilità - può organizzare, condurre e dirigere una squadra composta da proprietari o conduttori di fondi abilitati con regolare porto di fucile uso caccia in corso di validità e relativa copertura assicurativa. Il numero massimo di cacciatori presenti in squadra è, nel caso di utilizzo del metodo della girata, pari a 6; nel caso della battuta, il numero massimo è pari a 25.

Costoro possono procedere all'abbattimento del cinghiale. I cani che non dimostrano suf­ficiente selettività devono essere immediatamente richiamati e trattenuti al guinzaglio.

Durante le operazioni dovranno essere messe in atto tutte le precauzioni al fine di non danneggiare e/o disturbare altre specie di fauna selvatica presenti.

Si dovranno utilizzare esclusivamente mezzi inseriti all’art.13 della L. 157/92.

Per situazioni straordinarie e previo parere favorevole dell’ISPRA, è previsto l’abbattimento da effettuarsi tramite il metodo della braccata da parte di un numero limitato di proprietari o conduttori di fondi abilitati con regolare porto di fucile uso caccia in corso di validità e relativa copertura assicurativa, non superiore a 25, e con l’ausilio di tre cani specificamente abilitati per la ricerca di cinghiali. Tale attività è possibile soltanto in situazioni ambientali di provata eccezionalità, che escludano rischi significativi di impatti indesiderati a specie non target.

Tali contesti sono rappresentati da aree caratterizzate da colture estensive in atto, escludendo dunque qualunque zona cespugliata/boscata limitrofa. In particolare, per ogni intervento che preveda l’utilizzo della braccata, dovrà essere trasmessa ad ISPRA una specifica richiesta di parere che indichi:

  • le motivazioni, complete della tipologia e quantificazione dei danni causati dai cinghiali, presenza, descrizione, e valutazione dell’efficacia degli interventi di prevenzione, esito degli interventi realizzati con le tecniche selettive, numero di azioni che si intende effettuare;
  • la descrizione delle caratteristiche dell’area interessata, completa dell’ubicazione del sito, caratteristiche ambientali, tipo di istituto di gestione, integrando tale descrizione con una idonea cartografia della zona.

NB: Per motivi di sicurezza, non si effettuano interventi in urgenza (Polizia Locale Faunistico Ambientale) o di contenimento mediante abbattimento sui fondi (proprietario o conduttore dei fondi con relativa abilitazione) dal tramonto del sabato all’alba del lunedì.

Ai fini dell’incolumità e della sicurezza sia dei soggetti abilitati alle attività di abbattimento o di controllo selettivo del cinghiale, che dei soggetti terzi, sono state definite delle prescrizioni?

Si.

Esse saranno consegnate e fatte sottoscrivere per accettazione ai soggetti abilitati ad abbattere i cinghiali.

Copia delle stesse sono pubblicate sul portale provinciale nella sezione dedicata alla tutela faunistica ambientale in https://www.provincia.cuneo.gov.it/tutela-faunistica-ambientale/index

NB: Per motivi di sicurezza, non si effettuano interventi in urgenza (Polizia Locale Faunistico Ambientale) o di contenimento mediante abbattimento sui fondi (proprietario o conduttore dei fondi con relativa abilitazione) dal tramonto del sabato all’alba del lunedì.

Cosa devo fare per essere autorizzato ad organizzare una girata con un cane limiere abilitato ENCI?

Innanzi tutto, devo essere un proprietario o conduttore di fondi abilitato dalla Provincia di Cuneo, in possesso di licenza di porto di fucile per uso caccia in corso di validità, con abilitazione al controllo del cinghiale tramite abbattimento con arma da fuoco.

Devo inoltre avere la disponibilità di un cane limiere abilitato ENCI, da utilizzarsi in tutti interventi con il metodo della girata.

L’autorizzazione è valida per un anno e permette di operare, con prescrizioni, in tutto il territorio della provincia di Cuneo.

Prima di effettuare una girata, devo seguire la procedura e le prescrizioni indicate al quesito successivo.

La modulistica per l’istanza di richiesta di autorizzazione è disponibile nell’apposita sezione.

Cosa devo fare per organizzare una girata con un cane limiere abilitato ENCI?

Prima di effettuare l’intervento con il metodo della girata, devo trasmettere una comunicazione alla Polizia Locale Faunistico Ambientale della Provincia, alla Polizia Locale e, ove presente, alla stazione dei Carabinieri, del Comune in cui si effettua l’intervento. La modulistica per la comunicazione della girata è disponibile nell’apposita sezione.

Gli interventi con cane limiere possono essere effettuati esclusivamente:

dopo che è stato effettuato almeno un intervento di controllo da parte di un soggetto abilitato sul fondo su cui intende operare nei 30 giorni precedenti la comunicazione,

ed al permanere della presenza di cinghiali sul fondo con relativi danneggiamenti.

Data la natura della girata, è possibile estendere l’intervento anche ai fondi limitrofi a quello oggetto di intervento.

Nel caso in cui si intervenga su fondi confinanti o limitrofi ad altri Comuni, con possibilità di sconfinamento durante la girata nel territorio di questi ultimi, la comunicazione dell’intervento di contenimento dovrà essere inviata preventivamente anche alla Polizia locale e, ove presente, stazione dei Carabinieri di detti Comuni.

Durante la girata si devono rispettare le “Norme di sicurezza e di comportamento per l'attuazione delle attività di controllo della fauna selvatica” reperibili sul portale internet della Provincia di Cuneo in https://www.provincia.cuneo.gov.it/tutela-faunistica-ambientale/index.

Queste ultime devono essere condivise con tutti i soggetti che partecipano all’attività di controllo sul/sui fondo/i prima di effettuare l’intervento.

E’ sempre necessario segnalare preventivamente la girata con appositi cartelli “GIRATA IN CORSO”.

Il numero massimo di operatori che partecipano alla girata è di 6 persone, incluso l’organizzatore.

Tutti gli operatori coinvolti nella girata devono essere proprietari o conduttori di fondi abilitati dalla Provincia di Cuneo, in possesso di licenza di porto di fucile per uso caccia in corso di validità, con abilitazione al controllo del cinghiale tramite abbattimento con arma da fuoco.

Durante la girata, l’organizzatore della girata deve essere sempre presente sul posto ed in contatto radio con tutti gli operatori.

In caso di abbattimento di cinghiali, la comunicazione dei capi abbattuti alla Provincia di Cuneo è di competenza del proprietario o conduttore di fondo su cui si è effettuata la girata (vedere anche quesito “Come registro gli interventi di contenimento effettuati?”).

NB: Per motivi di sicurezza, non si effettuano interventi in urgenza (Polizia Locale Faunistico Ambientale) o di contenimento mediante abbattimento sui fondi (proprietario o conduttore dei fondi con relativa abilitazione), inclusi gli interventi con il metodo della girata, dal tramonto del sabato all’alba del lunedì.

Cosa fare nel caso di cinghiali che presentano atteggiamenti comportamentali riconducibili ad origine domestica oppure nel caso di esemplari feriti, in condizione di forte deperimento o confinati in ambienti antropici (canali, cortili, pozzi, ecc.) da cui non possono fuoriuscire autonomamente?

Nel caso di cinghiali che presentano atteggiamenti comportamentali riconducibili ad origine domestica ovvero di esemplari feriti, in condizione di forte deperimento (defedati) o confinati in ambienti antropici (canali, cortili, pozzi, ecc.) da cui non possono fuoriuscire autonomamente, l’intervento sarà svolto dal personale del Corpo di Polizia Locale Faunistico-Ambientale o da proprietari o conduttori di fondi abilitati con regolare porto di fucile uso caccia in corso di validità espressamente autorizzati all’intervento.

Come registro gli interventi di contenimento effettuati?

Al fine di avere informazioni utili a valutare l’efficacia della programmazione gestionale intrapresa, la Provincia di Cuneo raccoglierà i dati relativi a tutti gli interventi realizzati, completi della misurazione dello sforzo realizzato --con la georeferenziazione degli interventi-- ed ai capi abbattuti, completi della registrazione del sesso, dell’età e del peso, nonché sull’entità e distribuzione dei danni e sugli interventi ecologici di prevenzione dei danni da cinghiale attuati.

Il risultato dell’intervento deve essere inderogabilmente trasmesso alla Provincia entro le 48 ore successive.

La modulistica è disponibile nell’apposita sezione.

Ho abbattuto un cinghiale: cosa ne faccio?

A titolo di rimborso delle spese sostenute, ai proprietari o conduttori di fondi vanno i capi da loro abbattuti durante gli interventi di controllo.

I capi dovranno essere sempre visionati da un veterinario dell’ASL e dichiarati idonei al consumo.

Ho trovato un cinghiale morto oppure ho abbattuto un cinghiale con comportamenti anomali. Cosa faccio?

Dato l’elevato rischio di introduzione del virus della Peste Suina Africana nel nostro Paese, ogni cinghiale trovato morto, anche a seguito di incidente stradale, o abbattuto con comportamenti ante mortem anomali di qualsiasi tipo, deve essere segnalato alle competenti autorità in materia di vigilanza venatoria.

Deve altresì essere segnalato il ritrovamento di carcasse parzialmente predate (lo stato di infezione aumenta la probabilità di predazione) o putrefatte, in quanto il virus sopravvive alla completa decomposizione dell’ospite rendendo quindi sempre possibile una diagnosi in laboratorio.

Le carcasse dovranno essere visionate dal veterinario dell’ASL localmente competente per le valutazioni del caso e successivamente distrutte.

Nelle more del rilascio delle abilitazioni per l’impiego degli impianti di cattura e per il contenimento del cinghiale, chi può intervenire per abbattere i cinghiali?

Ai sensi di quanto previsto nell’art. 19 comma 2 della L. 157/1992 e s.mi.i, il personale della Polizia Locale Faunistico Ambientale della Provincia di Cuneo.

Quali sono gli interventi programmati previsti dalla Provincia di Cuneo per il contenimento del cinghiale sul territorio?

Nelle more del completamento dei corsi e compatibilmente con le esigenze di servizio del personale della Polizia Locale Faunistico Ambientale, nel corso del 2019 saranno effettuati interventi programmati di contenimento straordinari del cinghiale sul territorio provinciale.

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