Tartuficoltura

Referenti

Il Piemonte è una delle regioni italiane più importanti per la produzione di tartufi. La raccolta riguarda soprattutto il tartufo bianco (Tuber magnatum pico), il più pregiato, e in misura secondaria altre specie variamente diffuse sul territorio regionale. L'importanza del tartufo è evidenziata dall’indotto di numerosi raccoglitori e imprese di trasformazione e di commercializzazione del prodotto, che sovente viene esportato; inoltre sono sempre più diffuse sul territorio le iniziative legate a manifestazioni commerciali ed enogastronomiche pubblicizzanti il prodotto.

I tartufi sono funghi ipogei che crescono vicino ad alberi o arbusti con i quali vivono in simbiosi, scambiandosi reciprocamente alcune sostanze nutritive indispensabili per la loro vita.

Le tartufaie sono localizzate in corrispondenza di ambienti particolari, le cui caratteristiche sono in grado di garantire a questo fungo ipogeo la presenza di piante simbionti e di terreni umidi, soffici e calcarei.

Il tartufo bianco può essere rinvenuto in boschi di fondovalle, in boschi lungo corsi d’acqua, su pioppi, salici, noccioli oppure su querce in prossimità di coltivi o al limitare dei pascoli.

I funghi simbionti sono ottimi bioindicatori della salute microbiologica di un suolo, infatti tramite l’indice di micorrizazione si può ottenere una misura indiretta della fertilità biologica di un suolo.

La Regione Piemonte, al fine di tutelare il patrimonio tartuficolo, ha emanato delle norme tra le quali la LR 16/08 del 25 giugno 2008 “Norme in materia di raccolta e coltivazione dei tartufi e di valorizzazione del patrimonio tartufigeno regionale” integrata da successive modificazioni.

Inoltre, tramite il progetto Interreg, finanziato dall’Unione Europea (ALCOTRA - Alpi Latine Cooperazione Transfrontaliera), la Regione Piemonte con il supporto tecnico dell’IPLA, quale Ente strumentale della Regione, si pone come obbiettivo lo sviluppo produttivo di funghi commestibili di pregio quali il Tuber magnatum (tartufo bianco del Piemonte), Tuber melanosporum e Tuber uncinatum (tartufi neri) per fornire un’alternativa economica allo sviluppo delle aree rurali.

Tutte le attività inerenti la tartuficoltura, disciplinate dalla Regione Piemonte, coinvolgono la Provincia di Cuneo con l’attribuzione di competenze istituzionali quali la promozione, la conservazione e la diffusione del tartufo autoctono e delle piante ospiti nonché, il miglioramento e lo sviluppo della tartuficoltura; la raccolta e la coltivazione dei tartufi.

La Regione Piemonte, dopo aver sentito le Province, emana il calendario di raccolta dei tartufi, unico per tutto il territorio regionale. Il calendario attualmente in vigore è stato approvato dalla Regione Piemonte con D.G.R. 31 maggio 2013, n. 2-5833.

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Tesserino di idoneità alla raccolta dei tartufi

Consulta le modalità di rilascio del Tesserino di idoneità alla raccolta dei tartufi

Riconoscimento delle tartufaie coltivate o controllate

La raccolta dei tartufi è libera nei boschi e nei terreni non coltivati. Nelle tartufaie coltivate o controllate i tartufi prodotti sono di proprietà di chi le conduce, purché siano apposte apposite tabelle delimitanti le tartufaie stesse. Il Settore Agricoltura rilascia le attestazioni di riconoscimento di tartufaia controllata o coltivata.

Indennità per la conservazione del patrimonio tartufigeno

La Regione concede un'indennità ai proprietari o possessori di terreni su cui sono radicate piante arboree di riconosciuta capacità tartufigena per ogni soggetto arboreo che si impegnino a conservare, secondo uno specifico piano di coltura e conservazione, permettendo nel contempo la libera raccolta dei tartufi sul terreno ove lo stesso è radicato.

Aggiornato il 11.02.2017
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