La Riforma della Scuola Superiore

Riforma Gelmini

Con il termine Riforma Gelmini si identificano tutti i provvedimenti scolastici voluti dal Ministro dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca iniziati con la legge 133/2008 e proseguiti con la legge 169/2008, il cui scopo è quello di riformare il sistema scolastico italiano. L’iter di approvazione della Riforma, impostato nella primavera 2009 con gli Schemi di Regolamento, si è concluso con l’approvazione del Consiglio dei Ministri nella seduta del 15 marzo 2010. I nuovi regolamenti per Licei, Istituti Tecnici e Istituti Professionali sono entrati  in vigore a partire dal 1º settembre 2010 per le sole classi prime.

L'impostazione generale per Licei, Istituti Tecnici e Istituti Professionali prevista dalla Riforma è 2+2+1: durante il primo biennio si studieranno materie comuni ai fini dell’assolvimento dell’obbligo d’istruzione mentre durante il secondo biennio e l’ultimo anno si studieranno, oltre alle materie comuni, gli insegnamenti dell'indirizzo scelto. Per gli Istituti Professionali ci saranno qualifiche e diplomi intermedi in base ad accordi MIUR-Regioni. L'insegnamento della lingua inglese viene reso obbligatorio per il quinquennio, viene potenziato l'insegnamento delle materie scientifiche in alcuni indirizzi. Inoltre il voto in condotta nelle scuole secondarie concorre a definire il giudizio finale dell'alunno in sede di promozione. Qualora uno studente non raggiunga i sei decimi, non potrà essere ammesso alla sezione o al ciclo successivo.

La Riforma della Scuola Superiore  prevede la suddivisione in:

Licei:

  1. Liceo Classico
  2. Liceo Artistico
  3. Liceo Linguistico
  4. Liceo Musicale Coreutico (non previsto nell’ordinamento precedente)
  5. Liceo Scientifico con opzione scienze applicate
  6. Liceo delle scienze Umane con opzione economico sociale (ex Istituto Magistrale o Liceo Socio- Psico-Pedagogico)

Istituti Tecnici (2 Settori- 11 Indirizzi): Settore Economico:

  1. Amministrazione Finanza Marketing (ex Istituto Tecnico Commerciale e relative sperimentazioni)
  2. Settore Turismo

Settore Tecnologico:

  1. Meccanica Meccatronica ed Energia (ex indirizzo Istituto Tecnico Industriale)
  2. Trasporti e Logistica
  3. Elettronica ed elettrotecnica (ex Istituto Tecnico Industriale)
  4. Informatica e Telecomunicazioni (ex Istituto Tecnico Industriale)
  5. Grafica e Comunicazione
  6. Chimica, Materiali e Biotecnologie (ex Istituto Tecnico Industriale)
  7. Sistema Moda
  8. Agraria, Agroalimentare, Agroindustria (ex Istituto Tecnico Agrario)
  9. Costruzioni Ambiente Territorio (ex Istituto Tecnico per Geometri e sperimentazioni)

Istituti Professionali (2 Settori e 6 Indirizzi): Settore Servizi:

  1. Servizi per l’agricoltura e lo sviluppo rurale
  2. Servizi socio-sanitari
  3. Servizi per l’enogastronomia e l’ospitalità alberghiera
  4. Servizi commerciali

Settore Industria e Artigianato:

  1. Produzioni artigianali e industriali
  2. Manutenzione e assistenza tecnica

Per adempiere all’obbligo di istruzione, gli studenti possono scegliere anche i percorsi di Formazione Professionale previsti dalla programmazione delle Regioni. Scopri quali sono le Agenzie Formative presenti sul territorio della provincia di Cuneo.

Per  approfondimenti e aggiornamenti rispetto alla Riforma della Scuola Superiore rimandiamo al il sito  www.istruzione.it

Obbligo d'istruzione

La legge sull’obbligo istruzione entrata in vigore dall’anno scolastico 2007/2008, prevede l’obbligo di frequenza scolastica per almeno 10 anni e i 16 anni di età ed è finalizzato ad ottenere un diploma o una qualifica professionale di durata almeno triennale entro il 18° anno di età (Art.1 del D.M. 22 agosto 2007, n° 139; Art. 1, comma 622, della legge 27 dicembre 2006, n° 296; D.lgs 15 aprile 2005, n° 76;).

Obbligo formativo e diritto-dovere all'istruzione e formazione

L’obbligo formativo è stato ridefinito come diritto all’istruzione e formazione e correlativo dovere: “è assicurato per tutti i giovani il diritto all’istruzione e alla formazione, per almeno dodici anni o, comunque, sino al conseguimento di una qualifica di durata almeno triennale entro il diciottesimo anno di età”  (D.Lgs 15 aprile 2005, n° 76; Art.68 della legge 17 maggio 1999, n° 144).

 

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